Escursionismo Giuliano/5: Monte Lussari Cima Cacciatore Camporosso

Buongiorno,

oggi vi propongo una escursione lunga, poco faticosa, appena un po' tecnica e di sicuro impatto emotivo, anche se magari qualche purista della montagna potrà storcere un po' il naso, visto che propongo di tagliare l'avvicinamento alla meta utilizzando la cabinovia che dalla frazione di Camporosso in Valcanale porta in cima al Monte Lussari decurtando il dislivello in salita di oltre ottocento metri (il sentiero che vi avrei proposto per salire comunque è quello che si utilizza in discesa, per cui, oltre alla fatica e qualche euro, non ci si perde nulla).

Dall'arrivo della cabinovia (mt 1780 slm) si attraversa con qualche saliscendi il paesetto sorto attorno al santuario e si costeggia cima Prasnig (segnavia 617), attualmente interessata ai cantieri necessari alla realizzazione del "collegamento alto" tra gli impanti sciistici del Florianca e quelli del Lussari, per proseguire sostanzialmente in cresta ed al limite di un bosco rado sino a Sella Lussari (1715 msl, la si raggiunge in meno di mezz'ora) che si oltrepassa in direzione del catino di ghiaioni sovrastante (segnavia 613), mentre il bosco lascia spazio rapidamente a prati e ghiaioni in un breve traverso ed un altrettanto breve tratto di sentiero ripido.
 
In questo catino (tre quarti d'ora dalla Sella) ad inizio stagione o in anni meno caldi e più ricchi di neve è possibile trovare anche un piccolo nevaio e non è infrequente avvistare qualche stambecco: il sentiero si tiene sulla destra e procede in alto sino ad incontrare un piccolo passaggio attrezzato (tecnicamente facilissimo ma su fonfo molto friabile) di qualche centinaio di metri che porta sino alla panoramissima Cima Cacciatore (2071 msl), cima che si raggiunge in circa un'altra ora.

E quando dico panoramicissima intendo proprio panoramicissima. Si vedono Pellarini, Stuparich, Grego, malga Somdogna e tutte le cime (jof Fuart, di Miezegnot e di Somdogna, Nabois, Montasio, Mangart, Oesternig,... per citare solo quelle più vicine) e vallate (Val saisera, Riofreddo, Filza, Rauna, Uque, Bartolo...) circostanti. Proprio tutte. Portatevi una memory card supplementare per la macchina fotografica, insomma.

In discesa vi suggerisco di rinunciare a percorrere lo stesso percorso, per affrontare i milleduecento metri di dislivello del sentiero del Pellegrino (segnavia 613), una ripida mulattiera che passa da malga Lussari e scende nel bosco sino alle propaggini di Camporosso in Valcanale (858 msl.) caratterizzata dai resti di una via Crucis che una volta veniva percorsa dai valligiani in salita fino al Santuario.

Per chi apprezzi il genere (ed io sono uno di quelli) a Malga Lussari c'è la possibilità di rifocillarsi e di acquistare formaggi e prodotti locali (occhio che pesano nello zaino e, con quella discesa, sulle ginocchia) caratterizzati da una genuinità più unica che rara (vedete la lavorazione del formaggio nella foto: il fumo serve anche ad affumicare le ricotte messe a dimora due metri sopra il pentolone, dopo essere state fatte sgocciolare sull'asse di legno che si vede in primo piano. Se lo vedesse l'HACCP passerebbe col napalm l'intera provincia di Udine, ma il formaggio è ottimo...).

Gran gita.

Ciao

Paolo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Capitata sul blog, mentre cercavo di pensare a dove passare con gli amici del CAI la notte del prossimo solstizio (2014...mi prendo per tempo, lo so, ma per me è una notte magica!)Dunque Lussari e Cacciatore, legati a tanti miei ricordi... Fatti da Vuerich di Camporosso e dalla Valsaisera in anni in cui la gamba era più giovane...ahahah! Ma in due giorni fattibilissimi... e chi non vuol faticare a scendere ha la cabinovia. Non amavo Forbice... proprio no, ma sono ascoltatrice compulsiva della radio (niete tv!!!) Buona estate in montagna!