Ogni tanto basta un niente

Buongiorno, 

Sto andando alla macchina, comincia a scurire anche se è ancora presto: l'ora legale scatterà tra qualche giorno, la giornata è stata lunga, pesante e di scarsa soddisfazione. 

Sono stanco, ho solo voglia di andare a casa. 

La vedo uscire da dietro l'angolo con un passo innaturalmente affrettato. Sarà in ritardo, penso.

Non ci fosse in mezzo l'aiuola sarebbe ad una trentina di metri dall'ingresso dell'edificio, quando mi accorgo che dallo stesso angolo esce un uomo con un passo ancor più affrettato che la apostrofa in tono che, senza che io riesca a capire cosa le sta dicendo, mi sembra aggressivo. 

Finalmente afferro una frase: non mi sono sbagliato ce l'ha con lei, il suo non è un insulto ma ci assomiglia. E a occhio la raggiungerà prima che lei sia all'ingresso.

Avrei molta voglia di farmi gli affari miei, ma ho l'impressione che possa essere qualcosa più di un litigio di coppia, per cui decido di dare una piccola mano alla signora. Affretto il passo per frappormi tra i due, che sono ancora abbastanza lontani sia da me che tra di loro. 

Inizialmente lui è talmente focalizzato su di lei che non si accorge di me e del fatto che ho cambiato direzione, per cui mi vede quando sono a qualche metro da lui. Istintivamente cerca di evitarmi, senza rendersi conto che non sono lì per caso e che lo sto puntando, rimanendo interposto tra loro due. 

Quando mi guarda esita un momento: lo sovrasto di quasi tutta la testa e forse di una ventina di chili (tutti muscoli: ho fatto scolpire gli addominali dai marmisti carraresi! :-)). E nel frattempo ho messo su una faccia più decisa e truce di quanto io realmente sia. Insomma, non mi presento come la persona più rassicurante e socievole da incontrare di sera. La pantomima funziona, lui rallenta, esita, sta desistendo. 

Probabilmente lei nel frattempo ha già guadagnato il tempo necessario a raggiungere l'ingresso. Mi chiedo cosa possa succedere adesso ed eventualmente cosa fare, ma, quando ormai lo sto affiancando, lui torna indietro verso il parcheggio. 

Non ho fatto nulla, ma ho l'impressione che la giornata sia un po' migliorata. Torno ad abbassare la testa pensando ai casi miei. Devo sbrigarmi, lungo la strada di casa devo anche fare qualche piccola spesa prima dell'orario di chiusura. Quando salgo in macchina lei è entrata nell'edificio, lui in auto. Rotta sul Lidl.

Ciao 

Paolo

4 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Paolo eroe urbano.

Michele R. ha detto...

E' tutto vero?
Te lo chiedo perché (ahime!) il titolo può avere diverse letture...

PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

eroe è una parola grossa.





Potete chiamarmi Prode, se proprio volete :-)

@ MR:

echeccazz... vuoi farmi venire brutti pensieri? credo sia finita lì, il niente del titolo voleva essere quello che ho fatto io...

Ciao

Paolo

Michele R. ha detto...

@Paolo

non so cosa ti è passato per il capo leggendo il mio commento che era piuttosto criptico.
In realtà in situazioni come quelle "sai come inizi e non sai come finisci", nel senso che al giorno d'oggi non è infrequente vedersi mettere sotto il naso un coltello o peggio una pistola :-( Al tuo posto credo che ci avrei riflettuto troppo prima di decidere cosa fare, il che visto il virgolettato sopra, non è una bella cosa...